Category: blog

Risveglio rosso

Risveglio rosso

Abruzzo zona rossa, ce l’abbiamo fatta. Non si tratta del rosso di un’alba fiammeggiante, né quello dell’autunno nei boschi, il vermiglio del dopo clorofilla e pace alla fotosintesi. Manco quello del papavero, l’apoteosi dello scarlatto… e non parliamo nemmeno della rossa passionale di giarrettiera e vendetta. Eh no, zitti zitti e buoni buoni. Perché i riflessi del rosso di oggi non sono quelli del buon vino ma del pericolo, dell’urgenza, dell’emoglobina che tiene stretto l’ossigeno e quant’è dolce il respirare senza badarci. Capisce chi capisce. Che il risveglio rosso sia con voi.


Sentiero di foglie

Sentiero di foglie

I piedi non hanno scelta. Seguono il sentiero perché il sentiero c’è, con sempre la curiosità di vedere cosa c’è oltre la prossima curva.


Sospesi ora più che mai

Sospesi ora più che mai

Mentre aspettiamo che la terra ci viene incontro, un filo invisibile ci tiene in balia dei venti. Maestrale, libeccio, grecale, scirocco… in attesa di risolutezza, piroettiamo di qua e di là secondo gli spifferi e i nervosismi reconditi. Sospesi ora più che mai.


La vita in arancione

La vita in arancione

Abruzzo in arancione… tutto sommato, non è poi così brutto come colore…


Fonte della Luna

Fonte della Luna

Lo chiamano la Fonte della Luna. Per dire la verità, la Luna non l’ho trovata, ma ho scoperto dove si recano le foglie per vestirsi d’oro e di lapislazzuli, la seta a tingersi di fasti e di favole. Per ora, può bastare.


Il viaggio nel tempo

Il viaggio nel tempo

Il vecchio e il nuovo. Irraggiungibile da l’uno quanto dall’altro, il nostro presente esiste rinchiuso in un poligono d’irregolarità singolare fra ricordi e attese. Un “ora e adesso” fuggente di brevità interminabile ci conduce lungo una traiettoria a senso unico verso conclusioni scontate nei saldi di un’esistenza solo apparentemente lineare. La materia ritorna al punto di partenza cosmica e noi con essa. E’ la nostra unica immortalità.


Il brivido del contrasto

Il brivido del contrasto

Beh, sì’, i colori autunnali sono belli, certo. Ma sono i contrasti che mi fanno saltellare il cuore mentre ringrazio il sole basso sull’orizzonte, facendo lo surf fra i faggi di cresta. Caldo-freddo. Luce-ombra. Come resistere all’attrazione di quel nero un po’ più in là. Un nero che non è la notte, non è il vuoto, non è la morte. E’ un invito, opaco come la superficie del mare, basta immergersi e lì per lì si dissolve in un fremere di altri colori, altre sfumature, altri contrasti… e altre quinte di nero sul palcoscenico della vita.


Colori autunnali?

Colori autunnali?

Eccoli qua, i colori autunnali che luccicano in quel miracolo d’umidità che è diventato il sottobosco. Avete mai notato quanto rumore fa una foglia quando cade? Shhhh, zitti zitti e ascoltate, mentre io mi infilo lì sotto il tetto di rosa per contare le zampe delle tipule con le spore umidicce che mi fanno da lustrini nei capelli.


Status giuridico per le foreste

Status giuridico per le foreste

Il riconoscimento di uno status giuridico agli ecosistemi delle foreste antiche e primarie… a richiederlo non sono le associazioni ambientaliste o ecologiste, ma i membri del Parlamento europeo in una risoluzione adottata il 22 ottobre “recante raccomandazioni alla Commissione concernenti un quadro giuridico UE per fermare e invertire la deforestazione globale imputabile all’UE”.

Presentata al Parlamento Europeo dalla relatrice Delara Burkhardt dei socialdemocratici tedeschi, la risoluzione esprime “grande preoccupazione” per la perdita delle foreste al livello mondiale, con un tasso di perdita nel periodo 2014-2018 aumentato del 43 %, fino a raggiungere una media di 26,1 milioni di ettari all’anno. In particolare, gli eurodeputati sono preoccupati per la diminuzione di foreste primarie, sottolineando che la distruzione e degrado delle foreste naturali non si verificano solo nelle zone tropicali, ma in tutto il mondo, anche nell’Unione europea e nei paesi vicini.

La risoluzione ricorda che le foreste ospitano l’80 % della biodiversità della Terra e coprono il 30 % della sua superficie, che le foreste costituiscono l’infrastruttura organica vitale per alcuni dei più densi, delicati e variegati ecosistemi del pianeta e che la deforestazione rappresenta la minaccia più grave per l’85 % delle specie minacciate o in pericolo di estinzione.

In particolare, gli eurodeputati enfatizzano la necessità di distinguere fra le foreste naturali “caratterizzate da livelli di biodiversità e condizioni ecologiche uniche” e “foreste di nuovo impianto”, specificando che le foreste primarie sono “insostituibili” e che la loro perdita non può essere compensata da nessun “nuovo approccio basato sulle foreste”. Invitano la Commissione UE a sostenere l’obiettivo dell’Unione di “preservare le foreste e gli ecosistemi naturali, comprese, in particolare, le foreste primarie e rigenerate, e impedire la loro sostituzione con foreste ed ecosistemi risultanti da attività umane, come le piantagioni di alberi”.

Inoltre, occorre garantire che l’adozione di qualsiasi misura volta a proteggere le foreste del pianeta non sposti il problema dalla conversione e dal degrado verso altri ecosistemi naturali importanti quanto le foreste naturali per la biodiversità, il clima e la protezione dei diritti umani, in primo luogo, gli ecosistemi marini e costieri, le zone umide, le torbiere e le savane. Un eventuale provvedimento dovrebbe quindi essere “sufficientemente ampio da garantire la protezione di altri ecosistemi naturali che, come le foreste, sono importanti per la conservazione della biodiversità o per il conseguimento degli obiettivi climatici fissati negli accordi di Parigi.”

Ma il punto chiave che, se sostenuto dalla Commissione UE, potrebbe da sola modificare radicalmente il rapporto tra gli ecosistemi forestali (e non solo) e le attività umane è senza dubbio la raccomandazione che “le foreste antiche e primarie dovrebbero essere considerate e protette come beni comuni globali e che ai loro ecosistemi dovrebbe essere riconosciuto uno status giuridico”. Sarebbe un passo da gigante nella lotta per trovare un equilibro nuovo e più equo tra uomo e la Natura. Incrociamo le dita!

Leggi il testo completo della Risoluzione qui.

Pioggia di ghiande

Pioggia di ghiande

Nella cerreta, le ghiande cadono a scadenza irregolare, plip… plop, plop plop… plip. Sulla lettiera brillano, fanno scivolare il piede, aspettano e hanno molta pazienza. Vengono giù con tutto il peso di una nuova vita dentro, un cerro intero, tronco, rami, foglie, fiori. Un albero informe in attesa del tempo, molto tempo, della luce e della pioggia. In quel piovasco di ghiande, c’è tutto un nuovo bosco, quello dei pronipoti che lasceranno i nostri pronipoti… un nuovo plip, plop d’autunno nei tempi della Natura, che non sono i nostri.