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Il brivido del contrasto

Il brivido del contrasto

Beh, sì’, i colori autunnali sono belli, certo. Ma sono i contrasti che mi fanno saltellare il cuore mentre ringrazio il sole basso sull’orizzonte, facendo lo surf fra i faggi di cresta. Caldo-freddo. Luce-ombra. Come resistere all’attrazione di quel nero un po’ più in là. Un nero che non è la notte, non è il vuoto, non è la morte. E’ un invito, opaco come la superficie del mare, basta immergersi e lì per lì si dissolve in un fremere di altri colori, altre sfumature, altri contrasti… e altre quinte di nero sul palcoscenico della vita.


Colori autunnali?

Colori autunnali?

Eccoli qua, i colori autunnali che luccicano in quel miracolo d’umidità che è diventato il sottobosco. Avete mai notato quanto rumore fa una foglia quando cade? Shhhh, zitti zitti e ascoltate, mentre io mi infilo lì sotto il tetto di rosa per contare le zampe delle tipule con le spore umidicce che mi fanno da lustrini nei capelli.


Status giuridico per le foreste

Status giuridico per le foreste

Il riconoscimento di uno status giuridico agli ecosistemi delle foreste antiche e primarie… a richiederlo non sono le associazioni ambientaliste o ecologiste, ma i membri del Parlamento europeo in una risoluzione adottata il 22 ottobre “recante raccomandazioni alla Commissione concernenti un quadro giuridico UE per fermare e invertire la deforestazione globale imputabile all’UE”.

Presentata al Parlamento Europeo dalla relatrice Delara Burkhardt dei socialdemocratici tedeschi, la risoluzione esprime “grande preoccupazione” per la perdita delle foreste al livello mondiale, con un tasso di perdita nel periodo 2014-2018 aumentato del 43 %, fino a raggiungere una media di 26,1 milioni di ettari all’anno. In particolare, gli eurodeputati sono preoccupati per la diminuzione di foreste primarie, sottolineando che la distruzione e degrado delle foreste naturali non si verificano solo nelle zone tropicali, ma in tutto il mondo, anche nell’Unione europea e nei paesi vicini.

La risoluzione ricorda che le foreste ospitano l’80 % della biodiversità della Terra e coprono il 30 % della sua superficie, che le foreste costituiscono l’infrastruttura organica vitale per alcuni dei più densi, delicati e variegati ecosistemi del pianeta e che la deforestazione rappresenta la minaccia più grave per l’85 % delle specie minacciate o in pericolo di estinzione.

In particolare, gli eurodeputati enfatizzano la necessità di distinguere fra le foreste naturali “caratterizzate da livelli di biodiversità e condizioni ecologiche uniche” e “foreste di nuovo impianto”, specificando che le foreste primarie sono “insostituibili” e che la loro perdita non può essere compensata da nessun “nuovo approccio basato sulle foreste”. Invitano la Commissione UE a sostenere l’obiettivo dell’Unione di “preservare le foreste e gli ecosistemi naturali, comprese, in particolare, le foreste primarie e rigenerate, e impedire la loro sostituzione con foreste ed ecosistemi risultanti da attività umane, come le piantagioni di alberi”.

Inoltre, occorre garantire che l’adozione di qualsiasi misura volta a proteggere le foreste del pianeta non sposti il problema dalla conversione e dal degrado verso altri ecosistemi naturali importanti quanto le foreste naturali per la biodiversità, il clima e la protezione dei diritti umani, in primo luogo, gli ecosistemi marini e costieri, le zone umide, le torbiere e le savane. Un eventuale provvedimento dovrebbe quindi essere “sufficientemente ampio da garantire la protezione di altri ecosistemi naturali che, come le foreste, sono importanti per la conservazione della biodiversità o per il conseguimento degli obiettivi climatici fissati negli accordi di Parigi.”

Ma il punto chiave che, se sostenuto dalla Commissione UE, potrebbe da sola modificare radicalmente il rapporto tra gli ecosistemi forestali (e non solo) e le attività umane è senza dubbio la raccomandazione che “le foreste antiche e primarie dovrebbero essere considerate e protette come beni comuni globali e che ai loro ecosistemi dovrebbe essere riconosciuto uno status giuridico”. Sarebbe un passo da gigante nella lotta per trovare un equilibro nuovo e più equo tra uomo e la Natura. Incrociamo le dita!

Leggi il testo completo della Risoluzione qui.

Pioggia di ghiande

Pioggia di ghiande

Nella cerreta, le ghiande cadono a scadenza irregolare, plip… plop, plop plop… plip. Sulla lettiera brillano, fanno scivolare il piede, aspettano e hanno molta pazienza. Vengono giù con tutto il peso di una nuova vita dentro, un cerro intero, tronco, rami, foglie, fiori. Un albero informe in attesa del tempo, molto tempo, della luce e della pioggia. In quel piovasco di ghiande, c’è tutto un nuovo bosco, quello dei pronipoti che lasceranno i nostri pronipoti… un nuovo plip, plop d’autunno nei tempi della Natura, che non sono i nostri.


La piena

La piena

Quando il fiume perde la pazienza e si mette ad urlare, meglio fare un passo indietro. Con il ruggito di chi non ce la fa più con le buone maniere, si lancia contro briglie e argine di cemento, e fa bene perché i carceri non piacciono a chi è nato per fluire. Mica tocca a noi insegnarlo a filare diritto… ma chi pensiamo di essere? Grida, grida e mi sa che griderò insieme a te con tutte le mie perplessità. Chi sa, magari la pioggia e il vento sapranno rispondermi.


Pioggia cristallizzata

Pioggia cristallizzata

Quando si arrampica su per boschi e foreste, goccia dopo umida goccia, pian piano la pioggia si raffredda, si gela, si cristallizza e si posa senza indugio su ogni superficie che si presta. L’inverno avanza…


Il tappeto di Barbie

Il tappeto di Barbie

Freddo, funghi, fango e spari lontani dal fondo della valle. Nella cerreta, sotto gli alberi ancora rivestiti in verde, si è steso il tappeto di Barbie, color rosa e sparso di foglie che girano senza meta prese a spintoni dal venticello dal nord. Odore muschiato dalla terra bagnata che si appiccica alle ginocchia, ai gomiti, al petto… e non so che altra scusa avrei potuto escogitare per trovarmi lì sdraiata fra i ciclamini con ghiande e rametti fra i capelli se non la macchina fotografica stretta fra le mani.


Con Life ESC360 in faggeta

Con Life ESC360 in faggeta

In faggeta con i volontari del progetto Life ESC360, quando entusiasmo incontra la professionalità in un habitat di grande valore e fascino, il risultato è energia nello stato puro.


Un sottopassaggio per salamandre

Un sottopassaggio per salamandre

Nel cuore del Parco Nazionale della Majella, c’è un bosco umido e fresco attraversato da numerosi torrenti, ruscelli e piccole forre, perfetto per gli anfibi, le salamandre in particolare, al punto che è considerato uno degli hot spot europei per le salamandre, con una densità della caratteristica e endemica salamandra appenninica (Salamandra salamandra gigliolii) di ben 500 individui per ettaro in alcuni punti. Peccato quindi che questa Zona “A” di riserva integrale sia attraversata da una strada provinciale dove in certi momenti dell’anno decine e decine di sfortunati anfibi incontravano la morte prematura… finché la strada, in condizioni pietose, non è stata chiusa al traffico per manutenzione. Per diversi anni, le salamandre hanno potuto quindi trotterellare allegramente da una parte all’altra indenni… ma naturalmente, in un mondo dove l’automobile è sovrano, questo stato felice non poteva durare a lungo. Ora la strada è stata riaperta e per attraversarla, gli anfibi (non noti per la loro agilità e velocità) di nuovo rischiano di rimanere spiaccicati sull’asfalto. Per dargli una mano, lungo alcuni tratti chiave della strada, il Parco Nazionale ha installato segnali di avvertimento per gli automobilisti e un sistema di barriere mobili a livello del suolo per guidare le sfortunate creature verso una sorta di sottopassaggio per anfibi che dovrebbe condurle (dita incrociate) verso l’altra parte della strada in sicurezza.

Funzionerà? Chi lo sa, ma purtroppo per almeno una rana sfortunata la risposta è… no.


Solchi e pieghe

Solchi e pieghe


I raggi del sole si inclinano nell’obliquità e inciampano nelle pieghe e nei solchi di nuovi cromatismi. L’aria luccica e si deposita nelle crepe e nelle fessure di un’aridità inesplorata. La vita nell’erba lunga si rallenta, il mio passo è più meditativo, le mie pause sono più lunghe e assaporo il dolce, dolce sapore di ogni goccia di rugiada come se fosse l’ultima. E’ questo il regalo dell’autunno e per oggi mi basta così.

The sun’s rays tilt into obliqueness and trip in the folds and furrows of new chromatisms. The air shimmers and settles in the cracks and crevices of an unexplored aridity. Life in the long grass is slowing, my pace is more meditative, my pauses longer and I savour the sweet, sweet taste of every drop of dew as though it were the last. That is autumn’s gift and for today it is enough.