Eccomi di ritorno da Fuerteventura, isola nata dal fuoco, percossa dalle onde atlantiche e sublimata in vento e polvere. La terra sugli scarponi ha cambiato colore e altrettanto la pelle, abbrustolita sotto un altro sole. E meno male che qualche briciola di luce solare si è conservata negli anfratti epidermici e della memoria, perché qui e oggi, alle falde della Majella, è già tanto se si vede al di là della valle ancora in veste invernale. Posterò qualche altra foto nei prossimi giorni, quando avrò smesso di vagare fra estremi antitetici, con testa e cuore in fasce orarie diverse.