Dicembre 2020

Anche per dicembre, sono riuscita a portare avanti il mio “diario visivo”, uno scatto al giorno per un mese difficile da definire. La parola “sospeso” mi viene in mente, un senso di attesa, la consapevolezza della mia, la nostra, fragilità, l’estraneità che diventa sempre di più una scelta voluta. La messa a fuoco dei miei “altri occhi” rimane cocciutamente un po’ al di là della realtà claustrofobica. O almeno ci si prova.  E con dicembre, si sigilla anche il coperchio di quella scatola del tempo che porta il nome di 2020. Ma il tempo non lo sa e continua a scorrere senza badare a noi. E fa bene, perché nulla siamo se non fuggevoli, ospiti ingombranti fino a quando la Terra non si deciderà di scrollarci d’addosso con un sospiro cosmico di sollievo. Che 2021 porta ad ognuno ciò che gli serve.

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