Reticulitermes-lucifugus-CFQ307-C29-Q“Ma se le specie viventi vengono valutate in funzione della loro utilità per l’uomo, allora possono essere scambiate con altri beni e, a un “giusto prezzo”, possono essere anche sacrificate. Questo modo di ragionare ha portato alla grande crisi della biodiversità di oggi e un’implicita ammissione che le specie viventi non hanno un diritto intrinseco alla vita. Ma perché non riusciamo ad attribuire alla vita un valore intrinseco? Il problema è che i valori etici non esistono a prescindere dall’umanità, allo stesso modo delle leggi matematiche. I valori etici sono costrutti che evolvono nella mente umana attraverso la selezione naturale. Una specie non umana che sviluppasse una cultura sarebbe profondamente influenzata dalla propria storia evoluzionistica. Quale sarebbe, ad esempio, l’etica di termiti “civilizzate”? Esse potrebbero ritenere che il cannibalismo degli individui malati o feriti sia un comportamento morale, che lo scambio e il consumo di feci sia un rituale essenziale per cementare la solidarietà comunitaria e nel contempo potrebbero escludere con sgomento l’idea di riprodursi per proprio conto. E piuttosto chiaro che l’etica di una termite sarebbe irriducibilmente differente da quella umana. E a noi umani risulterebbe orribile.”
(Introduzione alla biofilia, la relazione con la natura tra genetica e psicologia. Giuseppe Barbiero e Rita Berto)