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Qualcosa da dire…

Parole che raccontano, che descrivono, che informano, che emozionano. Parole che sfiorano la consapevolezza o che vanno dirette al cuore. E’ tutta una vita che le parole fanno parte del mio lavoro, prima in Inghilterra come giornalista e autore di testi per brochure, depliant, comunicati stampa e pannelli informativi; poi negli ultimi vent’anni in Italia, traducendo testi di ogni genere dall’italiano all’inglese. Insomma, di parole ne so qualcosa. E so anche che tradurre non vuol dire semplicemente travasare le parole una per una da una lingua ad un’altra, ma piuttosto interpretare e comunicare il messaggio che veicolano nel modo più efficace, rispettando lo stile e l’intento del testo originale.
Ormai quasi tutti masticano un po’ d’inglese e di traduttori bravi (e altri meno) ce ne sono una marea. Pochi però possono proporsi con vent’anni di esperienza professionale nel settore, nell’uso di strumenti informatici specifici (software di "CAT", Computer Aided Translation) e soprattutto con le conoscenze naturalistiche e dell’ambiente essenziali per evitare la brutta figura delle traduzioni sbagliate… anche se potrebbe far sorridere il lettore inglese l’immagine di un "moorhen" (Gallinula chloropus, "gallinella") che nuota a 100 metri di profondità nel mare o quella di un tub gurnard (Chelidonichthys lucernus, anch’esso "gallinella") con piumaggio nero che zampetta fra i giunchi sulla riva di uno stagno.
Quindi traduzioni di siti web, depliant, comunicati stampa e testi per pannelli informativi, ma anche voce in inglese per video e assistenza linguistica per l’organizzazione e lo svolgimento di manifestazioni, convegni e visite guidate, sempre anche con l’entusiasmo di poter comunicare, con parole sia scritte che parlate, la mia passione per il mondo naturale che ci circonda.