Vedi, tutto dipende da quale parte stai. Posso urlare quanto voglio… la fine della terra, ecco dove sono, e voi, care le mie onde, dovete rimanere dalla vostra parte, quella bagnata, quella salata. Qui non dovete proprio venire. E se lo fate, non mi piangete la vostra schiuma addosso quando vi infrangete su questa bella roccia che ho sotto i piedi miei. Ecco, è così che stanno le cose. Ma loro sono avverse ai ragionamenti terrestri ed insistono ad andare e a tornare rimanendo sempre ferme che a pensarci già la testa mi scoppia. Ma che fine della terra urlano (e le onde sanno pure urlare ben bene quando vogliono)! E’ qui la fine del mare. Ed altro che infrangerci, quelle belle rocce le riduciamo in briciole e in frantumi. Continuate pure, rispondo io togliendo le fronde di posidonia dai capelli inzuppati. Perché da tutto quell’infrangersi e quel frantumarsi sapete che ne esce? Esce la sabbia, le dune, poi il suolo con la sua fertilità… e non si spreca niente. E’ tutta una questione di punto di vista.