Antipasto cromatico

Halictus-sp-OSE510-D041Quest’è un’immagine senza un senso e senza un contesto. Non ha nessun significato profondo e non veicola alcun messaggio. Esiste perché esiste. Perché non è grigia e non è fredda, non è triste e non è sfiduciata. E’ un’immagine ribelle che mi tiene calda. Un antipasto cromatico di vita da sorseggiare finché non riuscirò a scongelarmi i piedi.


Incursione di trasparenza

CL041218-S039L’incursione di trasparenza nell’insondabilità mineraria invita alla penetrazione dei pensieri lungo percorsi di linearità cristallina che iniziano e finiscono dove la materia si rivela energia.


Dialoghi isolani

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Dialogo isolano 1, viaggio dello sguardo attraverso il mare dall’Elba alla Corsica, dedicato a chi osa spingersi oltre il confine.

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Dialogo isolano 2, dal granito dell’Elba verso il calcare di Pianosa, dedicato a chi non perde mai la curiosità di addentrarsi nel buio per sondare la luce.


L’etica della termite

Reticulitermes-lucifugus-CFQ307-C29-Q“Ma se le specie viventi vengono valutate in funzione della loro utilità per l’uomo, allora possono essere scambiate con altri beni e, a un “giusto prezzo”, possono essere anche sacrificate. Questo modo di ragionare ha portato alla grande crisi della biodiversità di oggi e un’implicita ammissione che le specie viventi non hanno un diritto intrinseco alla vita. Ma perché non riusciamo ad attribuire alla vita un valore intrinseco? Il problema è che i valori etici non esistono a prescindere dall’umanità, allo stesso modo delle leggi matematiche. I valori etici sono costrutti che evolvono nella mente umana attraverso la selezione naturale. Una specie non umana che sviluppasse una cultura sarebbe profondamente influenzata dalla propria storia evoluzionistica. Quale sarebbe, ad esempio, l’etica di termiti “civilizzate”? Esse potrebbero ritenere che il cannibalismo degli individui malati o feriti sia un comportamento morale, che lo scambio e il consumo di feci sia un rituale essenziale per cementare la solidarietà comunitaria e nel contempo potrebbero escludere con sgomento l’idea di riprodursi per proprio conto. E piuttosto chiaro che l’etica di una termite sarebbe irriducibilmente differente da quella umana. E a noi umani risulterebbe orribile.”
(Introduzione alla biofilia, la relazione con la natura tra genetica e psicologia. Giuseppe Barbiero e Rita Berto)


Su un filo d’argento

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Tre anni fa, 3:20 nel pomeriggio. In questa stagione, il sole se ne va presto dietro la montagna, poi cala subito il freddo. Ma non ora. Ora fa caldo, seduta sulla panchina dietro casa, quella che guarda verso sud, verso il valico da dove viene il vento. Ma non ora. Ora è tranquillo e lo sono anch’io. Mi ricordo l’abbaio di un capriolo, mi ricordo una lucertola tardiva a caccia fra gli anfratti della terrazza. Mi ricordo l’odore di foglie secche e di neve distante. E tutto intorno a me, un miriade, un’infinità di ragnetti minuscoli che più piccoli non si può alla deriva in balia alla brezza, in volo verso l’inverno, ognuno appeso dal suo filo d’argento. Ricordi di ieri, ricordi di domani. Chi lo sa.


Si tra-muta

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Frammenti in sospensione. Cocci di un vecchio raccoglitore di essenze e di essenzialità. Ma la vita va avanti, accumula, ammassa. E la chitina si stende e si dispiega fino all’inspiegabile. Frasi ribadite, poi taciute, e dall’incomunicabilità di un’esocuticola immutabile emerge il mutevole. Appesa, proiettata. Un gioco di equilibrio e di coraggio… si tra-muta.


Morfologie antiche riplasmate

CL031118-S011Vecchi percorsi ripristinati, morfologie antiche riplasmate. Come dev’essere. Lacona dopo la mareggiata.


Voce alle dune

Lacona-CL031118-S122Lacona dopo la mareggiata. Una striscia di dune livellata, il sistema di protezione distrutto. Mi dispiace da morire per chi ci ha investito risorse, lavoro e cuore. Ma se quelle dune potessero parlare, chissà cosa direbbero? “Chiamami duna di cognome, mobile di nome e di natura, e grazie davvero per quello che fate, perché so che ci tenete. Ma chi vi ha detto che volevo, o potevo, rimanere lì dove avete stabilito voi? Mi volete dare veramente una mano? Allora, toglietevi di mezzo (detto con affetto). Lasciate libera in estate la spiaggia che mi nutre di sabbia, perché se è vero che a volte il mare mi consuma, è altrettanto vero che è il mare che mi plasma e mi dà vita. E lasciatemi spazio dietro, perché sbarrata da tutte le vostre infrastrutture mi viene la claustrofobia! Fate ciò che volete, ma se non mi lasciate libera di rigenerarmi e spostarmi, prima o poi morirò quando il mare diventerà troppo invadente (ma, scusate, mai quanto voi)”.


Fratture tettoniche

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Fratture tettoniche, quelle dei grandi movimenti; fratture telluriche, sollevamento, sconvolgimento. E la vita della Terra scorre con passi geologici, seguendo spaccature e convergenze mai frivoli. Figuriamoci se dà retta a noi, solleticanti in scala abbreviata di falda e di pendice.


Selfie Scarpa

CE141018-S076Questa cosa dei selfie mi turba. Non è che voglio giudicare e non ho certo il diritto di criticare… è che non riesco davvero a comprendere la mania di mettersi al centro di tutto e ciò mi innervosisce. In questo mondo di comunicazione “virtuale” è bello avere un’immagine dei propri interlocutori. E’ palese, ci mancherebbe. Un’immagine, due, anche tre, va. Ma poi, il costante interposizione della propria apparenza, cosa aggiunge? Boh!? Una conferma? La sindrome del “io c’ero”, “l’ho fatto io”? E chi l’ha mai dubitato! Non è dalla reiterazione martellante della tua esteriorità che ti conoscerò meglio, ma da ciò che ti attraversa e la scia che lascia nel tuo essere. Ecco, un sassolino tolto dagli scarponi e un selfie Scarpa per dire… io c’ero. E tu?