Chiamami Primavera

Hepatica nobilis

Chiamami Primavera. Ascoltami. No, non gli uccelli che cantano, nemmeno gli insetti che ronzano. Zitti, zitti. Allora, lo senti? Il fruscio del crescere, delle cellule che si dividono, le radici che si contorcono e si insinuano nelle gallerie dei lombrichi (poveri, che spavento!), le gemme che si spalancano e le foglie che si distendono. Non puoi non sentire! Un tumulto, una parapiglia, un tafferuglio di clorofilla e di fotosintesi senza il più minimo ritegno. Un’autentica orgia di cloroplasti! Chiamami Primavera… e non stare troppo tempo fermo con i piedi ben piantati sulla terra tiepida o ti troverai con radici pure te. Poi non vieni a lamentarti con me quando ti trovi con le violette che ti spuntano dalla caviglie e le primule dalle ginocchia, lisciandoti i capelli con un pettino di prugnolo. Chiamami Primavera, chiamami come ti pare, che mi importa. Ed io, dandoti il nome di Follia, dipingerò il tuo ritratto in chiaroscuro. Nel bosco, come nella vita.